Mani appiccicose

Voi lo chiamate Revenge porn, io penso solo che quella troia me la deve pagare.

Ma poi, un istante prima di cliccare “inoltra a tutti i miei contatti”, decido di riguardare quegli scatti, divento di marmo, sono costretto a toccarmi.

Quanto ti amo, chissà a chi la stai dando oggi, la tua bocca, il tuo culo coperto per metá dai capelli castani, chissà a chi la darai domani.

Poeti dell'800 ne farebbero novelle immortali su quella fica stretta, mi schizzo sulla maglietta, non è un orgasmo, è un overdose, vado a lavarmi queste mani appiccicose.

E il profumo del sapone fiori di campo e frutta, placa temporaneamente la mia sete di vendetta.

Testo di RUSCIO CENT'ANNI